mercoledì, settembre 26, 2007

Io sono Moltitudine.

http://blogs.zdnet.com/Apple/images/flock-logo.jpg
Niente paura, non mi  ha dato di volta il cervello. Non più del solito, intendo. Scrivo questo post infrasettimanale per segnalarvi l'uscita della release 0.9.1.2 di Flock, il browser 2.0 più fico che c'è.
Assolutamente consigliato se avete un blog, Flock (che significa appunto moltitudine, ma anche stormo o comunità) ha il motore navigatissimo di Firefox ma un'interfaccia grafica decisamente ben fatta e la possibilità di editare i propri post in una finestra separata del browser, dotata di tutti i comfort.
La funzione blog è decisamente migliorata rispetto alla versione precedente: ora è possibile modificare il font e le dimensioni del testo, oltre al colore, mentre la finestra di inserimento dei tag ora è accessibile mentre si digita il testo (prima compariva solo al momento dell'invio al blog, cosa piuttosto scomoda.
A tutte queste cose si aggiunga la possibilità di caricare foto o video sul vostro account Flickr, Youtube o Photobucket e di richiamarli in un secondo per inserirli nel vostro blog, più la compatibilità con praticamente tutti i plugin di Firefox. Ed esiste in versione Mac, Win e Linux. 'Na bellezza.
Insomma: altamente consigliato ai blogger!

Flock N Roll

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lunedì, settembre 24, 2007

Mi faccio una saga #8: Linuxisti per caso

È già lunedì e ottobre si avvicina.

I primi del mese prossimo sarò infatti incasinatissimo con un lavoro, per cui non so se ce la farò a postare, almeno per quanto riguarda la prima settimana.

Ok, ho messo le mani avanti. Adesso la vignetta.



E infine, in pieno stile Nick Hornby:

Cinque cose che ogni utente Mac si è sentito dire almeno una volta:

  1. Un mio Amico Che Ne Capisce Di Computer (ACheNeCaDiCo) mi ha detto che per i Mac non ci sono programmi.
  2. I Mac vanno bene per la grafica.
  3. I Mac sono costosi: con 699 Euro al Discount ti compri un PC con un tottilione di GigaHertz.
  4. Prendo un PC con Windows perché dopo i programmi me li passa a mio cuggino.
  5. Una volta un mio amico ha comprato un Mac e dopo tre giorni è morto. O era mio cuggino?

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lunedì, settembre 17, 2007

Mi faccio una saga #7: Sbagliare dimensioni

Salve a tutti. Avete presente quella frazione di secondo in cui il vostro piede (nudo) sta schiacchiando inavvertitamente un bicchiere di tequila sunrise lasciato incustodito ai piedi del divano, e lo sente andare in mille pezzi mentre con tutto il vostro peso vi abbattete su di esso per mantenere l'equilibrio? Quel breve attimo in cui le mille schegge acuminate in cui si è ridotto il bicchiere ancora non vi hanno trapassato la carne, e voi siete lì, senza poter fare più nulla, perché l'inerzia è l'inerzia, lo avete imparato a scuola, e l'inerzia di un bestione di quasi centoventi chili per quasi due metri (sono sovrappeso, lo so) è una signora inerzia.

Insomma, è andata così, e ho avuto un culo spropositato, perché quel bicchiere che poteva lacerarmi le carni, trinciarmi i tendini e seviziarmi i vasi sanguigni ha preferito infilarmi un centimetro scarso di scheggia in zona non a rischio. Tanto è bastato per farmi perdere sangue come un maiale scannato, roba che fra mille anni basterà una spruzzatina di Luminol™ per rievocare il massacro come se fosse successo ieri.

Peccato, però. Era un ottimo tequila sunrise.



PS: Oggi sessantaquattresima striscia delle DesktopTales. Festeggiamo binariamente.

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lunedì, settembre 10, 2007

Mi faccio una saga #6: Gli incontentabili venuti dallo spazio profondo.

Un giorno, quando la scienza e la tecnologia ce lo permetteranno, riusciremo a spiegarci molte cose che fino ad oggi rappresentano un mistero insondabile dell'umana condizione.

Mi riferisco al gioco del curling, all'air guitar e a quella particolarissima genìa di personaggi che prolifera in occasione degli annunci di nuovi prodotti di Casa Apple: gli Incontentabili.

Quelli che se è quadrato, era meglio tondo, se è lucido era meglio opaco, se è USB era meglio Firewire, se è cablato era meglio wireless, se è Edge era meglio UMTS, se è A era meglio B.

Per questi individui, ogni nuovo prodotto è destinato ad un inevitabile fallimento per un semplice motivo: non è come se lo immaginavano loro.

E per fortuna, oserei dire. Buon lunedì.



Ah, ho ultimato la mia storia per Monstars #2: presto una succosa anteprima!

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lunedì, settembre 03, 2007

Mi faccio una saga #5: Inconfessabili segreti.

Trentaseiesimo lunedì dell'anno. Fin qui, tutto bene.
Ho passato questo weekend disegnando la mia storia per Monstars #2.

Prossimamente un'anteprima!


PS: sto preparando per Lucca 2007 la raccolta N.2. Ho sentito dire che la prefazione dovrebbe essere a cura di un certo Luca Accomazzi. Vi dice niente? :D

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sabato, settembre 01, 2007

Una faccia una razza! (cronaca di un viaggio in Grecia)

Ebbene, cari i miei venticinque lettori, forse vi starete ancora chiedendo "ma dov'è stato il Kappa a fine luglio?", o forse no. Io vi rispondo lo stesso, chissenefrega.

greece_map.jpg (218508 bytes)

Eravamo a Patmos, nel Dodecaneso, e da qui l'immagine di partenza. Questa qui sotto è invece l'immagine ufficiale di questa vacanza.

Quello a destra sono io, quella al centro la mia morosa (santa donna!) e quello a sinistra l'indiscussa protagonista di questa vacanza: la Poderosa III: l'eroico motorino che ci ha scorrazzato per tutte le due settimane di permanenza sull'isola.


Ma facciamo un passo indietro. Arrivare a Patmos non è difficile, ma nemmeno facilissimo. Bisogna prendere a Verona l'aereo per Rodi (ma se avete culo potete trovare un volo per Kos che è più vicina), e da qui prendere il traghetto per l'isola. Da Rodi sono circa nove ore di viaggio, cinque se prendete il catamarano, che però costa quasi il doppio.

Prendete il catamarano, ne vale la pena.

Patmos è un'isola tranquilla, ci sono parecchi turisti ma pochissimi inglesi ubriachi che invece proliferano su Rodi. In compenso ci sono torme di famiglie francesi rigonfie di bambini urlatori che faranno di tutto per rendere invivibile il vostro tratto di spiaggia. Di solito basta ignorarli, al limite qualche urlo dovrebbe risolvere la situazione, o, in casi estremi, una sassata ben assestata. Di italiani ce ne sono parecchi ma fanno di tutto per non farsi riconoscere.

Le spiagge sono magnifiche. Ce ne sono per tutti i gusti: sabbiose, sassose, rocciose, nudiste.
Nel caso preferiate quest'ultima opzione, vi consigliamo di portarvi dietro una crema solare a protezione MOLTO ALTA.

Sopra, la mia preferita:Psili Ammos. Difficile da raggiungere a piedi, ma ne è valsa la pena!

Ma Patmos non è solo famosa per le sue spiagge. È anche l'isola in cui S.Giovanni Evangelista ricevette la Rivelazione che lo portò a scrivere la sua Apocalisse omonima. Apocalisse significa infatti rivelazione, e io che pensavo chissà cosa.

La cittadina di Chora ospita infatti il santuario e un meraviglioso monastero che, a causa delle acque infestate dai pirati, assomiglia più ad un imprendibile castello che ad un luogo di culto.

Chora è un paesello arroccato sull'altura maggiore dell'isola, ed ha degli scorci davvero molto belli.

Sull'isola ci sono moltissimi asini, che se ne stanno immobili sotto il sole a picco, tanto da farci sinceramente pensare che potessero essere finti. Non lo sono, e questi sono i tre più grossi che abbiamo trovato.

Sull'isola ci sono anche numerosi gatti, tutti bisognosi di affetto ma soprattutto di cibo. In questa foto, una pelosetta, opportunamente soprannominata dalla mia morosa (santa donna!) "rompigatto", particolarmente intraprendente. Se solo non fossi allergico...

Altra curiosità sulla Grecia: come si dice "anguria"? Si dice "karpusi", e vi conviene impararlo presto, perché è buona usanza greca offirla agli ospiti. Anche in molti ristoranti, magari non servono il caffè, ma una fetta di karpusi a fine pasto ve la offrono volentieri.

Qui sotto: "Magnum con karpusi"

 

Al ritorno ci siamo fermati due giorni a Rodi e abbiamo visitato un po' il centro: il castello dei Cavalieri di S.Giovanni, l'acquario, il porto. Rodi ha una storia millenaria che mi affascina. È tra l'altro appartenuta all'italia (insieme a tutto il Dodecaneso) dal 1912 al 1947.

Ecco. È stata una vacanza stupenda. Abbiamo preso un sacco di sole, graziati dal maltempo e dagli incendi. Il mare era bellissimo, il cibo greco è sempre un piacere per la gola, abbiamo incontrato persone sempre cordiali e gentili, abbiamo visto dei posti che, davvero, andavano visti e abbiamo passato due splendide settimane all'insegna dello svacco. Totale.

Ci sono domande?

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